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Sacci. La posizione della Provincia nell’iter di autorizzazione regionale

Informare correttamente i cittadini. Le Istituzioni devono farlo con serietà ed onestà, soprattutto quando si tratta di questioni delicate e complesse, che intrecciano problematiche ambientali e della salute con quelle del lavoro: la “Sacci” per esempio.
Sull’autorizzazione concessa dalla Regione Marche all’azienda per l’ammodernamento e il potenziamento dell’impianto di produzione di cemento, la Provincia di Macerata non è rimasta in “silenzio”, ma ha fatto sentire la sua voce!
Grazie al parere negativo espresso dalla Provincia il 22 giugno scorso sulla sostenibilità ambientale, la “Sacci” ha modificato il progetto, escludendo l’utilizzo di diverse tipologie di rifiuti speciali come la plastica, i pneumatici fuori uso, oli ed emulsioni per la produzione dell’energia termica. Come combustibile alternativo a quelli ordinari potrà essere usato soltanto quello “solido secondario”, detto Css, inquadrabile come migliore tecnica disponibile per l’impianto di produzione, basata su avanzate tecnologie di processo applicate ai materiali opportunamente trattati, tanto da “uscire dalla qualifica di rifiuto”. Lo stabilisce un decreto dello Stato in fase di pubblicazione, ma se entro il 30 marzo ancora non lo fosse, la Regione dovrà riesaminare daccapo l’autorizzazione concessa.
In questo caso la Provincia vigilerà e si batterà perché la Regione rivaluti in maniera sostanziale l’Aia, nell’interesse dei Comuni e di tutto il territorio. La Provincia, dunque, non solo è stata presente ma anche decisiva in questa vicenda: grazie al suo “no rifiuti speciali”, non ci sarà nessun inceneritore; se mai un impianto moderno e all’avanguardia, migliorativo, che si inserisce in un processo di sviluppo e di innovazione tecnologica capace di portare meno inquinamento e, di conseguenza, un minor impatto ambientale, attraverso un piano di adeguamento che dovrà avvenire entro il 2018 e che prevede attività di monitoraggio della qualità dell’aria, in linea con le prescrizioni dell’Arpam, e misurazioni costanti delle emissioni. Un risultato importante, ottenuto grazie all’intervento della Provincia che, chiamata in causa dalla Regione ad esprimersi esclusivamente rispetto alla compatibilità ambientale del progetto con il Piano provinciale di gestione dei rifiuti, è andata ben oltre le sue competenze. Va aggiunto, per completezza e trasparenza, che la “Sacci” l’8 novembre ha presentato le modifiche e le integrazioni progettuali, conseguenza delle osservazioni della Provincia, alla sola Regione, e che l’“assenza” della Provincia alla Conferenza dei servizi del 28 dicembre è stata conseguenza dell’erronea mancata convocazione da parte della Regione e del successivo mancato accoglimento del rinvio richiesto visto che la data della riunione risultava troppo a ridosso per un congruo esame dell’istruttoria. Tuttavia, le modifiche apportate sono in linea con la tutela dello sviluppo e dell’occupazione, senza pregiudicare la salute dei cittadini e dell’ambiente.

  • Data di pubblicazione: 28/02/2013 ore 19:02
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